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giovedì 13 ottobre 2016

A proposito di giochi e di genere

A mio figlio piace cucinare. Questo non vuol dire che io abbia in casa un Cracco in miniatura ma che, semplicemente, al Piccolo piace impastare il Didò e farne gnocchi per noi, arrampicarsi sul suo sgabello e girare i miei impasti, rompere le uova con tanto di guscio... cose così, cose da bambini, che io ho sempre assecondato, pensando che fosse una semplice imitazione dei miei gesti.

Non sapevo di sbagliarmi. Non credevo esistessero davvero giochi di genere, per Lui e per Lei...


Il problema è nato difronte alla mia stupidissima idea di comprargli una cucina Ikea.
"No! Assolutamente! - mi hanno detto gli esperti pedagoghi della mia famiglia - Perché cucinare è un gioco per bambine, non per maschietti"

Così ho accantonato la cosa. Per un pò. Fino a quando ho scoperto che cucinare è il suo gioco preferito anche all'asilo. Che la mini cucina nella sua classe gli ha permesso di cominciare la sua avventura scolastica senza una lacrima, ma con la gioia di correre lì, ai fornelli, coi i suoi nuovi compagni.


Così gli ho costruito una cucina di cartone, seguendo il geniale tutorial di ZigZagMom.



Perché se è vero che mio figlio deve costruirsi una propria identità - che passa anche attraverso il genere - è anche vero che a mio figlio vorrei offrire tutte le possibilità, insegnargli che nella vita tutto può accadere.
Che il suo destino lo creerà da sé e magari lo porterà ad essere uno chef stellato o magari no.
Che mai dovrà fare le sue scelte in base alle opinioni altrui.
Che le sue passioni potrà sempre seguirle, dovunque lo condurranno.

{Per altri progetti con cartoni di riciclo, fate un salto sulla mia bacheca Pinterest!}






giovedì 6 ottobre 2016

Sull'allattamento e dintorni

Una settimana di noi. Di io e Lei. Attaccata a me, al mio seno. Intenta a ciucciare.


Ne ho sentite tante, davvero tante sull'allattamento. E ho capito alcune cose:


- allattare è una cosa naturale... ma molte donne non la sentono come tale. Fanno fatica, non riescono e spesso ricorrono al latte artificiale per placare i loro mille dubbi

- tutte le mamme hanno il latte... ma poche lo sanno! Credono di non averne a sufficienza, credono che non arrivi, che sia andato via per chi sa quale motivo. Basterebbe spiegare loro che è la suzione a produrre latte: più il Pupo ciuccia, più latte produrranno i vostri seni

- allattare è semplice... ma a volte è doloroso. Per alcune donne può significare lesioni, ingorghi, fastidi che spingono a smettere troppo presto, pensando che non ci siano soluzioni possibili

- bisogna allattare subito, attaccare il bambino appena nato... ma un bambino non morirà di fame se non riusciremo ad allattarlo già in sala parto! La natura è più saggia, fa in modo che i piccoli nati abbiano riserve di cibo anche per due giorni. E infatti il nostro latte arriva più o meno in quei giorni lì...

- per allattare ci vuole calma. E pazienza. Occorre avere del tempo tutto per sé e il Piccolo, creare uno spazio intimo e speciale in cui dargli latte e amore. Dovrebbero starne fuori tutti, specie le nonne ansiose e le amiche troppo sagge

- se è vero che un bambino non piange solo se ha fame, questo significa anche che non si allatta solo per nutrire. Il seno da conforto, coccole, calore. Per questo sarebbe opportuno allattare secondo richiesta, dimenticando le canoniche tre ore e i consigli dei pediatri già con l'incubo dell'obesità

- si può allattare un bambino fino ai tre anni...  ma si può smettere anche dopo pochi mesi. Spesso le nostre vite frenetiche, la necessità di rientrare al lavoro rendono impossibile continuare con l'allattamento al seno

Io sono una mamma fortunata. Ho avuto accanto a me, in ospedale, persone competenti e attente che mi hanno mostrato con dolcezza come fare, cosa non fare, come muovermi, come arrivare alla mia personalissima maniera di allattare.

Oggi, nella settimana mondiale dell'allattamento, mi piacerebbe sapere che ogni mamma può avere lo stesso supporto. E scegliere quale strada intraprendere senza timori e paure.


giovedì 24 marzo 2016

La tavola di Pasqua... a prova di bimbo!

Mi piace preparare la tavola per le feste. Insieme alla mia mamma scelgo le tovaglie, i bicchieri e le posate, i colori e infine le decorazioni. 
Da quando ci sono i bambini però le nostre tavole sono cambiate: meno eleganti forse, di certo più allegre e colorate.


Quest'anno per il Pupo e i Nipotini ho decorato delle simpatiche uova coniglietto. 
Ho visto un sacco di immagini sul web, ma ciò che più mi ha colpito è stata l'idea di nascondervi dentro un messaggio segreto.
Ho quindi svuotato le uova, con un piccolo forellino sul fondo, poi vi ho infilato dentro stralci di un messaggio che conduca le Piccole Pesti al nascondiglio delle uova di cioccolato... Non vedo l'ora che la caccia cominci!


Oltre ai nostri coniglietti, ho preparato girandole colorate e fiori di carta: sarà bello vederli sbocciare sulla nostra tavola.



Credo però che la cosa più importante per assicurare il successo del nostro pranzo in famiglia sia... tenere impegnati i Piccoli!


Per questo vi consiglio vivamente di stampare tutto lo stampabile per vederli impegnati con carta, colla e colori.


Queste le idee più belle, secondo me: cestini porta uova sul sito di Dawanda, sacchetti dalle lunghe orecchie sulla pagina di Le Petit Rabbit.



Ma l'idea davvero geniale è questa, scovato su MrPrintables: una caccia alle uova trasformata in gioco da tavolo! Date ai bimbi un paio di dadi e arriverete veloci a gustarvi dolci e caffè.


Buone feste e felici pranzi in famiglia!

martedì 23 dicembre 2014

Ancora un pacchetto... facciamo due, va'!

Ieri non sono riuscita a pubblicare questo post. Ieri ho fatto il brodo.
Succede anche a voi di passare l'intero pomeriggio in cucina a preparare il brodo per il vostro Piccolo? Perché a me succede, sempre. E non so come, vengo travolta da pentole in ebollizione (ben tre ieri, brodo di carne, vegetale e pure fagioli!), passaverdure, setacci e soprattutto barattoli...centinaia di barattoli in vetro pronti a contenere il prezioso liquido, alla base dell'alimentazione di mio figlio. 
Perché va così,  le brave mamme cucinano il brodo e poi lo congelano in pratiche monoporzioni, le cattive usano il brodo liofilizzato. E voi non immaginate quante volte io abbia desiderato essere una mamma cattiva...


Ma torniamo a noi e alla magica atmosfera del Natale. Come promesso, vi mostro altri due pacchetti, freshi freschi di imballo.




Sono i regali per una coppia di amici, due regali uniti da un'unica scelta cromatica.
Mettendo infatti da parte l'adorato rosso natalizio,  ho deciso di giocare con le tonalità del grigio e del bianco, aggiungendo però anche qualche tocchi fluo.


Carte e nastri sono Ikea. Come chiudipacco ho realizzato una lettera in cartoncino, iniziale dei loro nomi, ricoperta di washi tape glitterati.
Un'idea semplice per avere subito a mente il destinatario del nostro dono, nella baraonda di auguri e regali.